Parte la mia ricerca nel mondo degli umanoidi. Ho girovagato a lungo nel viaggio verso esemplari unici, ho visto volti, sorrisi, lacrime e ancora sorrisi. Umani che ricercavano se stessi e altri che avevano già trovato tutto, poi mi son fermato ed ho trovato lui, l’ho scrutato per bene ed ho iniziato a fargli delle domande:
Ciao umanoide, Probabilmente ti chiederai come mai son qui e come mai ho scelto proprio te beh, ho scoperto che la vostra razza è proprio bizzarra ma allo stesso tempo molto interessante e di conseguenza mi son messo alla ricerca di esemplari più unici che rari ma soprattutto che riuscissero a farmi capire la vostra mente. Mi han detto che sei disposto a collaborare per ampliare il nostro bagaglio, ti prometto che non ti infilerò strane sonde e non ti provocherò nessun dolore, voglio solo farti qualche domanda. Sei pronto?
Chiedi ad un umanoide se è pronto e lo getterai nel dubbio. L’umanoide dinanzi al punto interrogativo va in panico e reagisce impulsivamente in una scala di reazioni comportamentali così ampia che al confronto l’elenco dei numeri primi sembrerebbe corto come la pipì di una farfalla. Sono certo d’esser pronto e non ti preoccupare, amico mio, se mi farai dolore, se lo dovessi sentire sarebbe l’ulteriore conferma del mio esser vivo. Il dolore fa parte delle leggi che ci governano. L’opporvi resistenza è la vera causa di ciò che ci fa soffrire.
Ti anticipo che ho già diverse informazioni su di te ma ho giusto un paio di dubbi e quesiti: è vero che soffri di crisi di identità? Account multipli, maschio e femmina, giovane anziano…insomma hai voglia di identificarti meglio?
L’umanoide, spesso, tende a giudicare negativamente i comportamenti “diversi” da ciò che chiama normalità. Ad esempio il mio mettere in dubbio il mio stesso io viene qualificato con due parole negative quali “soffrire” e “crisi”. In un processo equo la domanda: “soffre di crisi d’identità?” non dovrebbe essere accolta in quanto portatrice di due affermazioni tutte da verificare. Si soffre veramente? Si possono definire crisi?
Non soffro, io godo! Godo nel mettere in dubbio il mio stesso essere e nell’accorgermi che posso essere molto di più di ciò che la stessa definizione di umanoide mi prescrive. Non ho crisi, ma illuminazioni! Nel mio caso la domanda perciò dovrebbe essere: “E’ vero che soffri di illuminazioni di identità?”. La mia risposta, in questo caso, sarebbe: “Sì vostro onore, è vero!” La leggenda degli account multipli in realtà non è vera. Su Twitter ho soltanto una decina di account, ma giuro… non sono multipli!!
Passiamo alla vita quotidiana. So bene che non ami parlare del tuo lavoro ma in merito ho una domanda assai particolare da porti; preferisci lavorare per tutta la vita nella tua attuale azienda o prevedi un lavoro che ti faccia esser più felice e soddisfatto? Chiedo questo perchè molti umani fanno un lavoro che spesso non li soddisfa o addirittura fanno un lavoro che li soddisfa ma poi vivono una vita che non vorrebbero. Tu cosa vorresti dalla tua vita? Cosa ti renderebbe felice?
In realtà fare l’inventore mi riempie di felicità. La mia ultima invenzione: “i carrelli per la spesa telecomandanti” è in fase di collaudo nelle Esselunga di tutta la Toscana.
A volte ho però qualche interferenza percettiva e mi vedo lavorare in una società di informatica. Mi osservo seduto di fronte ad un monitor comporre frasi incomprensibili del tipo: “Select * from tbUtenti where isValid = 1”. Ogni tanto passa qualche collega e parliamo di argomenti considerevoli quali: “E’ meglio Java del DotNet?” oppure “Che framework avete usato per quel Drag & Drop così figo?”.
Se questo fosse davvero il mio lavoro reale, ti direi caro amico, che probabilmente mi piacerebbe farne uno diverso, uno più creativo tipo l’inventore. Ma aggiungerei anche che il lavoro non può essere l’unico agente catalitico della felicità di un individuo. Credo fermamente che il segreto della vita e della felicità sia racchiuso nella parola “equilibrio” e che quindi non possiamo dare troppa importanza al lavoro se non unicamente quella che gli spetta. Fortunatamente le interferenze durano poco apro gli occhi e sono di nuovo un inventore.
Ho scoperto che ami molto i rapporti umani, posso chiederti il perchè? Sai benissimo che per noi son fondamentali i rapporti umanoidi ma vorrei capire meglio cosa rappresentano e cosa significano per te. Raccontami.
Dopo la pizza l’umanoide è la cosa più affascinante su questo pianeta. A chi di noi non piacerebbe scoprire quotidianamente un nuovo universo? Fatto di nuovi colori, dominato da nuove regole? La monotonia alla lunga stanca. Questi universi esistono e si trovano a pochi centimetri dal proprio naso, sono gli altri. Entrare in contatto con un altro umanoide è l’esperienza più appagante che si possa realizzare. Amo i rapporti umanoidi perché in loro mi confronto, cresco, capisco e mi evolvo. Ancora oggi in molte società così dette moderne la punizione peggiore che si possa dare ad un umanoide è la privazione della libertà e con essa la privazione dei rapporti umani. Purtroppo questo accade direttamente con la prigione e indirettamente, senza accorgercene, attraverso il lavoro. Non sono in perfetta sintonia con la frase: “il lavoro ti renderà libero”…. Anche no, direi.
Sulla base dei rapporti, come può dal tuo punto di vista il web avvicinare le persone tra di loro? Credi che i social possano evolversi ulteriormente per poter offrire un’esperienza migliore ai propri utenti?
Ma, Chatroulette può essere definito un Social Network? Perché se l’evoluzione è vedere un mucchio di piselli sventolare come bandiere negli stadi allora evoluzione, in questo caso, non equivale a miglioramento! Facebook, Twitter, Linkedin, Myspace, Flickr, Friendfeed e centinaia di altri Social sono in realtà contenitori, niente di più. Ciò che farà sempre la differenza è l’uso che si farà del contenitore e il contenuto stesso. Guarda caso in entrambi i casi è sempre l’umanoide che si trova al centro dell’attenzione. L’umanoide è sia il contenuto sia colui che utilizza il contenuto. L’umanoide utilizza se stesso. Come può il web avvicinare le persone tra di loro? Il Web siamo noi. Le persone siamo noi. Come facciamo noi stessi ad avvicinarci a noi stessi? Volendolo. Sentendone il bisogno lo faremo senza neppur sapere come fare. I Social hanno ancora enormi margini di miglioramento, ad esempio ancora oggi, è più semplice ottenere un mutuo superati i 40 anni che cancellarsi da Facebook.
Qui per esempio utilizziamo twitter. È un sistema particolare che sicuramente merita diversi approfondimenti dal punto di vista social/human, sei del mio stesso parere? Come mai te per esempio sei approdato su twitter e cosa ti colpisce maggiormente di questo social?
Ehi fratello, sei hai avuto il coraggio di chiedermi cosa penso di Twitter devi avere il coraggio nel pubblicare la mia risposta enciclopedica. Twitter! Che spettacolo! (Nick sospira). Twitter cambierà il mondo, lo ha già cambiato. Sinceramente credo che Twitter meriti libri e libri di approfondimento. Sarò volutamente breve perché l’argomento è di quelli che potrei invecchiare parlandone. Twitter ha dato l’immortalità alla gente comune. Con grosse probabilità non scriverò mai un libro di successo, non girerò mai un film da oscar, non vincerò mai i mondiali di calcio, le mie probabilità di restare nella storia degli umanoidi sono tante quante quelle che esca 7 lanciando un dado. Ma c’è Twitter. Ogni tanto, per via di alcuni esperimenti sull’aldilà, penso a quando morirò e mi viene da scompisciarmi dalle risate. Rido perché penso che tra 60 anni i miei nipoti potranno andare a leggere la mia timeline su Twitter e sapere esattamente che cazzata avevo sparato alle 11:07 del 26 Maggio 2010 e tutto questo è fantastico! Inoltre Twitter ha cambiato anche le leggi della fisica. Adesso quando mi chiedono qual è il percorso più breve tra due punti nello spazio non rispondo più “una retta” oppure “la curvatura spaziotempo” ma rispondo Twitter! Pensaci un po’. Non ricordo esattamente quando approdai su Twitter e non posso nemmeno utilizzare nessun tool che mi permetta di sapere quanto è vecchio il mio account perché i miei primi account li cancellai qualche tempo fa. Comunque a memoria credo che fosse, più o meno, Maggio del 2008. Un giorno vi racconterò tutto, promesso (Nick ride). Di Twitter mi colpisce quanta gnocca c’è in giro! Scherzo, ce n’è di più su Dadoo.
Ti ringrazio per la nostra chiacchierata. È stato un grande piacere conoscere il tuo pensiero e soprattutto che tu abbia voluto condividerlo con gli umanoidi nel web. Ora per concludere mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di questo nostro progetto, credi che riusciremo mai ad avvicinare altri esemplari umani al web e il web nelle mani di persone in grado di poterlo rivalutare come una risorsa fondamentale per una migliore comunicazione?
L’onore è tutto mio. Il progetto è molto interessante, ma facciamo che sia il tempo a dirlo. La comunicazione è molto importante e nello stesso modo ciò che comunichiamo.
Spero vivamente di incrociarti da queste parti caro Umanoide e grazie ancora per il tempo che mi hai donato.
Grazie a te… non so sai se è il caso di pubblicare quella cosa sulla gnocca… però se la pubblichi sai quanti accessi!
magino85
11 giugno 2010
Questa è “l’intervista per eccellenza”….nel leggerla mi son fatto certe risate che tutti i miei tre occhi piangevano…
Pensa che l’ho riletta due volte e la rileggerei ancora…magari stasera prima di dormire…
Bel lavoro umanoidi…che la forza sia con voi…ovunque siate dispensi nel tempo
!!!
NickBiussy
11 giugno 2010
Sarò obiettivo (non quello fotografico)
Non leggevo interviste così bellissime da quando personalmente intervistai Ronald Reagan!